martedì, 06 maggio 2008
E il giro di boa si è compiuto.
Ora altri 25,50,75,100...ma sì anche 150. Tutto all'insegna di una grande consapevolezza: di me e dei miei mezzi. Ora tutto orbita, io ho finito di orbitare per nulla.
Consapevolezza del mio mondo e delle mie potenzialità, della mia strada e delle mie aspirazioni, dei miei punti deboli e dei miei punti straforti, che niente e nessuno potrà intaccare. Non ci provate nemmeno. Il mio mondo ora ha una dimensione e un'identità. Ci volevano proprio questi primi  25    A N N I !
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venerdì, 18 aprile 2008

Oggi Berlusconi incontra Vladimir Putin nelle sue residenze sarde. Un incontro per ribadire “non solo i buoni rapporti politici, ma anche per rafforzare un’amicizia che facilita ogni tipo di relazione fra due leader e due Stati” ha detto in conferenza stampa il neo premier. Ascoltando la conferenza e le varie argomentazioni che i due davano sui vari temi (alitalia-airflot, rapporti con la stampa, politica estera su tutti) non facevo altro che ricordare un’intervista fatta due mesi fa circa da Fabio Fazio a Garri Kasparov, capo dell’opposizione Russa, ex pluricampione del mondo di scacchi. Famosa la sua epocale vittoria contro un computer, nel 1996. Sono riuscito a recuperare quell’ interessante intervista.

 BERLUPUTINKASPA

In che modo la vita imita gli scacchi?
Parlo della mia esperienza nel processo decisionale. Se fate qualche attività professionistica ogni decisione va valutata così come si fa negli scacchi . Quindi le capacità necessarie sono simili.

Lei ha detto che gli scacchi sono lo sport più violento che esista, per quale motivo?
Per violenza si intende non solo l'impatto fisico, ma anche quello psicologico. Se siete all'apice di una determinata attività la sconfitta può rappresentare un colpo tremendo. Negli scacchi la psicologia ha un peso maggiore rispetto altri sport.

Lei che ne sa – sorridendo – ?
Anche a me è capitata qualche sconfitta – anch’egli sorridendo – ! 

Il suo primo titolo mondiale l'ha ottenuto quando aveva meno di 18 anni. Gli scacchi prevedono molte regole. Come un bambino esuberante  può emozionarsi e divertirsi con gli scacchi? 
A me sin da bambino gli scacchi davano soddisfazione creativa. Questo è ciò che mi ha fatto appassionare.

La partita più bella della suo vita o emozionante:
Ci sono differenze tra il risultato  sportivo e quello creativo:  dal punto di vista sportivo quella con Karpov dell' 85 che mi ha dato il titolo mondiale è stata la più significativa.

Leggendo il suo libro si evince che  conoscere la psicologia dell'avversario è importante e si ottiene il successo quando si capisce come questi ragiona :
Tutti possono trovare una propria regola, e in qualsiasi campo bisogna capire la psicologia di chi ti sta di fronte. All'inizio bisogna conoscere se stessi, è il segreto della vittoria essere consapevoli dei propri punti deboli. Per vincere non esiste un modello universale che porti alla vittoria, l'importante è farlo con professionalità. Inoltre bisogna ridurre l'impatto delle proprie debolezze e sfruttare le proprie capacità per evidenziare le carenze dell'avversario.

 

Ma se io giocassi a caso per mandarla in confusione?
L'assenza della strategia ti dà la sconfitta al 100%.

Perché nel 2005 ha deciso di lasciare gli scacchi?
Non è una decisione che si prende solo nell'arco di una notte. Nel 2005 fu chiaro che sopportare ciò che avveniva in Russia non era per me possibile e che bisognava fare qualcosa. Ma io non volevo lasciare il mio Paese, e mi sono detto perchè devo andarmene io? che se ne vada Putin.

Domenica prossima in Russia ci sono le elezioni presidenziali. Lei è il capo dell’opposizione, perché non si è candidato?
Non prendiamo in giro le persone. In Russia le elezioni sono così com'erano in URSS. Tutti sanno chi vince e con quale percentuale. Cioè il 2 Marzo ci sarà solamente il passaggio di consegne tra Putin e il suo erede politico da lui designato. Tutte le eventualità vengono sistematicamente eliminate. In Russia non ci sono dibattiti, così come avviene tra leader in Usa.. La televisione Russa dà un’immagine che è quella che vuole il Cremlino,non quella reale del Paese.

 

L'idea di democrazia può essere uguale ovunque? Può essere questo un periodo di semplice transizione?
Dal 1922 al 1945 (periodo fascista ndr), è stato transitorio in Italia? Io penso che la Russia oggi stia tornando indietro. Negli anni 90 in Russia ci furono segnali di una democrazia allo stato embrionale. Oggi, invece, è uno Stato di polizia e il livello di corruzione è elevatissimo.

In occidente si ha l’impressione che La Russia si stia avviando, con Putin, verso la democrazia. Lei rimprovera ai Paesi Occidentali la non condanna della leadership di Putin.
I Paesi occidentali ovviamente hanno interessi economici e ci sono commerci con Russia e Cina. Gli occidentali  affermano che la Cina  è comunista e non democratica. Mentre Putin viene accolto da tutti i leader occidentali come un politico moderato e democratico. La Russia oggi si trova allo stesso livello del Venezuela, dello Zimbawe.

Lei però può uscire dal suo Paese e parlare così, quindi c'è progresso:
Si il progresso rispetto alla Russia staliniana c'è stato. Ma siamo in un vicolo cieco. Putin non è un dittatore ma un oligarca, vuole comandare come Stalin ma vivere come Abramovich. Il danaro dei 100 più ricchi russi è in occidente, ma in Russia vivono milioni di cittadini poverissimi.

 

Libertà o ricchezza serve oggi alla Russia?
Gli unici che possono produrre danaro sono solo quei pochi ricchi, che però non hanno concorrenza. Prendiamo il gas in Siberia e lo immettiamo nei gasdotti statali. Lì c’è monopolio di Stato, lì il gas è proprietà non di pochi, ma di tutta la Russia (Gasprom ndr). Esce in Europa e diventa proprietà privata, lo stato non c’entra più. Cosa avviene sotto terra...non lo so!

 

Lei percepisce pericolo per la sua persona e prende delle precauzioni?
Io in aereo non bevo e non mangio nulla. Un rischio c'è per la mia incolumità. Mentre noi parliamo non vi è dubbio che in Russia ci siano arrestati o controllati a causa del regime.

Su quante persone potete contare nell'opposizione, che dimensione ha tale forza politica?
Dipende dalla possibilità di entrare in contatto con le persone. Nelle nostre manifestazioni, avere 5000 persone è un successo perché questi sanno che rischi corrono. Quindi averne 5000 a Mosca è più difficile che averne 500.000 a Roma.

Karpov è venuto a trovarla in carcere?
Si ma non ho potuto vederlo. Né lui né il mio avvocato. Molti attivisti vengono messi in galera, anche per pochi giorni, ed è giusto che anche io abbia subito questa ingiustizia come loro perché il rischio va condiviso.

Immaginava da ragazzino che il regime comunista sarebbe caduto? e che sarebbe evoluto così?
Si, percepivo che il regime era alla fine e sarebbe caduto. La gente attendeva cambiamenti. Ma nessuno pensava che dopo la Russia comunista ci sarebbe stato il governo del KGB.

Speranze per il futuro?
Noi in Russia non votiamo per vincere le elezioni. Noi lottiamo per avere delle elezioni regolari. Io non ho dubbi che questo regime non andrà avanti per più di 2 anni. Il problema è sapere cosa ci sarà. Ci potrebbe essere una catastrofe come nel 91 dopo la caduta dell'Urss.

La sua opinione sul Gorbachov?
Lui voleva dei cambiamenti. Ha ottenuto risultati simili a quelli di Luigi XVI, responsabile della Rivoluzione Francese...

 

Torniamo agli scacchi. Può esaurirsi il gioco prima o poi?
Gli scacchi dal punto di vista matematico sono un gioco infinito. Ma il computer trova sempre nuove possibilità e il livello di complessità aumenta sempre di più così come le difficoltà di primeggiare.

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giovedì, 17 aprile 2008
Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non
rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su
bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno
sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti
all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul
lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un
sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi
non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente
chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i
giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non
fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli
chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di
respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida
felicità.

(P. Neruda)
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categoria:pensieri, poesia, diario, momenti
martedì, 15 aprile 2008

BOSSI

Vedo un’Italia schierata, un paese stanco e lacerato. Stanco di scommettere e di rimettersi in gioco e lacerato da una classe ventennale di gente miliardaria, avulsa dal civile e incapace di governare. Oggi scommettere ancora una volta vuol dire perdere degli anni preziosi che trascorreranno tra stenti finanziari, una famiglia desiderata che magari non arriverà o sballottando tra questo e quel lavoro da 12 ore al giorno con un salario da 500/600 euro al mese, se sei fortunato. Vedo un paese incapace perfino di alzare la testa e capire quale sia la strada maestra. Oggi non si può essere comunisti perché la sinistra è così lontana dai problemi appena citati che è giustamente paradossale votare chi non capisce nemmeno la sua identità politico-sociale; non ci si può definire semplicemente “di centro”, perché oggi questa parola è affiancata al “moderatismo riformista”, quindi chi non è di centro esce fuori da qualsiasi ottica progressista. Ci si può definire “di destra”, perché oggi la destra offre la sua storica propaganda contro lo straniero che invade le case, contro lo statalismo che ammazza le individualità, oggi la destra alza la voce. E per un paese stanco, logoro, per un cittadino che le ha provate tutte, rimane l’unica via d’uscita. La lotta. 

La ricetta di destra, però, conduce alla xenofobia, al capitalismo, alla tutela dei diritti di coloro che danno lavoro, coloro che nella catena sociale e lavorativa rappresentano i condottieri, non i soldati. I soldati però oggi non ne possono più e non possono far altro che schierarsi al loro favore, sapendo inconsciamente di buttarsi nella bocca del leone. Ma dall’altra parte il vuoto o poco più.

Ieri i soldati stanchi hanno smesso di crederci.

... e partiva l'emigrante...

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categoria:pensieri, viaggi, diario, foto, momenti, elezioni, ciao, sklero
lunedì, 14 aprile 2008
votoLe nottate passate a contare i voti mi hanno sempre affascinato! E stanotte si conta...
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